Giuseppe Ligotti: il welfare è la chiave del successo per l’azienda.

Oggi abbiamo il piacere di incontrare un grande professionista del settore risorse umane e Ambassador di Humans 4 Humans Italia, il Dott. Giuseppe Ligotti, esperto consulente in welfare e gestione del personale.

Buongiorno Dott. Ligotti, la ringraziamo per questa intervista. Welfare, una parola che sentiamo spesso, può spiegarci meglio di cosa si tratta?

Per welfare aziendale si intende il complesso delle erogazioni e prestazioni che un’azienda riconosce ai propri dipendenti con lo scopo di migliorarne la vita privata e lavorativa. Gli obiettivi del welfare sono di migliorare le condizioni di vita del lavoratore per una collaborazione duratura di qualità, ridurre i costi del personale aumentandone il potere d’acquisto e aumentare la profittabilità e la competitività.

Il welfare moderno nasce tra l’inizio della Seconda Guerra mondiale e la fine della stessa. Un imprenditore si distinse particolarmente, Adriano Olivetti, ingegnere, titolare della prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere vicino agli stabilimenti Olivetti sorsero asili nido e colonie estive, vennero potenziati i servizi sanitari e ogni sede fu dotata di una mensa, un ambulatorio e una infermeria. L’attenzione per il benessere del personale diede particolare sviluppo al territorio del Canavese.

Il 22 dicembre 1986 ha segnato la prima reale svolta normativa a livello nazionale del welfare aziendale. Il Dpr 917 introduce il Testo unico delle imposte sui redditi. Il Tuir si occupa di disciplinare gli strumenti di welfare attraverso le disposizioni relative alle erogazioni collaterali alla retribuzione, ovvero i cosiddetti fringe benefit. Un’azienda che è stata lungimirante nel welfare è sicuramente la Luxottica, con il suo il protocollo d’impresa del 2009 nel quale propone alle organizzazioni sindacali la creazione di un programma di welfare aziendale destinato ai circa 7 mila dipendenti. Negli anni si sono moltiplicate le aziende che hanno seguito l’esempio di Luxottica, in particolare le imprese medie e le PMI, anche per merito delle novità normative contenute nelle leggi di Stabilità che hanno rivoluzionato il welfare dal 2016 fino ad oggi.

Tantissimi sono i contributi utili per attivare il welfare in azienda come ad esempio: il contributo all’affitto dell’abitazione di residenza, l’abbonamento per i mezzi pubblici, le visite mediche specialistiche/dentista/occhiali, i contributi o servizi per l’educazione e istruzione dei figli anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa, per ludoteche, centri estivi e invernali e borse di studio, le somme e prestazioni per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti.

Un rapido esempio tra la retribuzione classica e il welfare. Retribuzione ordinaria 200 euro a cui vanno tolti 18,38 di contributi INPS (9,19%) e tolto 41,77 di IRPEF (23%) al dipendente arrivano 139,85 netti in busta. Con il Welfare invece al dipendente arrivano 200 Euro netti!

Che cosa ottiene con il welfare il dipendente? Più potere d’acquisto, più benessere! Con l’esempio di prima, (con una cifra simbolica di 200,00 euro al mese di retribuzione ordinaria), + 60,15 euro al mese (842,00 euro annui su 14 mensilità).

Che cosa ottiene con il welfare l’azienda? Meno costi, più serenità! Con l’esempio di prima, (con una cifra simbolica di 200,00 euro al mese di retribuzione ordinaria), – 112,90 al mese (- 1508,62 euro annui su 14 mensilità).

Quindi il Welfare produce risultati veri!

Proprio così! IL welfare produce un consolidamento del rapporto di fiducia con i propri collaboratori, l’aumento del livello di SODDISFAZIONE individuale, il miglioramento del clima aziendale e delle performance di ogni individuo e il potenziamento dei risultati del gruppo di lavoro. Come dico sempre: welfare uguale benessere!

Dott. Ligotti, come svolge la sua consulenza?

Attraverso l’analisi del conto economico calcolo l’incidenza della voce di spesa del personale e, di conseguenza il suo livello di profittabilità. Obiettivo di questa analisi è passare dalla logica del costo a quella dell’investimento sul personale che porti all’aumento della redditività. Partendo dagli obiettivi aziendali e dai bisogni del personale, definisco una politica retributiva su misura che offre benefici sia sul piano fiscale sia di motivazione e performance. Seguo con cura anche la fase di comunicazione con le parti sindacali e la popolazione aziendale. Questa seconda fase è importante per la buona riuscita della politica retributiva.

Attraverso un’attenta analisi dei processi aziendali individuo i margini di riduzione degli sprechi (di tempo e denaro). Successivamente ridefinisco i processi con l’obiettivo di ottimizzare i tempi e le energie delle persone. Come membro del Comitato Tecnico Scientifico Area lavoro di Conflavoro PMI Nazionale, ho sviluppato una competenza specifica in questo settore che mi consente di individuare il CCNL più adatto alle esigenze aziendali e per supportare le aziende in caso di contenziosi con le rappresentanze sindacali.

Come è iniziata la sua professione?

Conseguo il diploma Tecnico Commerciale presso l’Istituto G. Schiaparelli di Milano e proseguo il suo percorso formativo frequentando il corso di Laurea in Economia Aziendale presso la LIUC di Castellanza (VA). Nel settembre dell’anno 2000, inizio il mio percorso professionale formativo presso lo studio commerciale CEDA Srl di Cologno Monzese. Nell’anno 2002 decido di aderire all’associazione datoriale Federlavoro, attivandomi in prima persona per la costituzione della sede territoriale di Cologno Monzese (MI) all’interno della quale ricoprirò inizialmente il ruolo di coordinatore per assumere successivamente la carica di Presidente Territoriale pro tempore, carica che manterrò fino al 2014 quando per ragioni organizzative la sede di Cologno M.se verrà chiusa per dare vita alla sede Territoriale di Varese dove assumo il ruolo di Presidente Territoriale pro tempore. Nel frattempo nel 2004 inizia la mia avventura come consulente aziendale mentre continuo la collaborazione con lo studio CEDA Srl collaborazione che, nel maggio del 2007, mi porterà ad assumere il ruolo di direttore della sede di Varese.

Il mondo della gestione del personale genera in me sempre più interesse così da portarmi a specializzarmi nel settore della gestione Risorse Umane. Attualmente sono membro del CTS di Conflavoro PMI Nazionale, Presidente della Commissione Lavoro di Conflavoro Pmi Lombardia, Presidente pro tempore di Conflavoro Pmi Varese e Presidente pro tempore di Associazione Federlavoro Territoriale Varese, associazioni datoriali con le quali attivamente collaboro nella tutela delle imprese associate.

Link utili:

https://giuseppeligotti.it/

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